EVIDENCE MODELLING

Punti di attenzione

  • Raccontare, anche attraverso le immagini, il contesto in cui si vuole intervenire e il cambiamento che si vuole generare: perché lo si fa e per chi?
  • Concentrarsi su quello a cui le persone danno valore, non su quello che vogliamo fare ma su cosa vogliamo far accadere: fondamentale invertire le priorità e interpretare come conseguente e funzionale al cambiamento l’azione di progetto.
  • Identificare come l’esperienza del venire a contatto con la nostra realtà ha cambiato il beneficiario.
    Se il cambiamento che si vuole generare è, ad esempio, riattivare i cittadini e il loro senso di appartenenza alla comunità, recuperando uno spazio teatrale e coinvolgendo i cittadini nella progettazione delle attività (come lo faccio), l’impatto da visualizzare e comunicare dovrà essere focalizzata sul cambiamento e non sul come.
  • Il titolo deve rappresentare il cambiamento generato e il valore del progetto/attività e non l’attività organizzativa e la capacità dell’ente di raggiungere i propri obiettivi.
  • La data di pubblicazione deve rispecchiare i tempi necessari per produrre il cambiamento: entro quanto ci aspettiamo che gli impatti si verifichino?
  • I dati riportati devono rispondere alla domanda “che valore è stato prodotto? Che beneficio è stato apportati agli stakeholder beneficiari?“ e non rappresentare solo il numero di attività realizzate o di soggetti coinvolti.
  • I virgolettati di interviste devono consentire di individuare il target del progetto e l’impatto: è utile inserire interviste ai beneficiari che raccontano il valore ricevuto dal progetto.

Spunti di riflessione

  • Fondamentale «uscire fuori»: abituarsi ad estendere lo sguardo oltre la propria organizzazione.
  • Spostare l’attenzione dal valore per sé al valore per gli altri: nella produzione artistica è molto difficile spostare il valore dall’artista a ciò che fa per i beneficiari; spostare il valore al di fuori della sola espressione artistica condiziona tutta l’attività e consente di far riflettere sul valore per gli altri.
  • Spostare lo sguardo sugli impatti e sui beneficiari ci spinge anche a darci punti di osservazione diversi anche per ciò che attiene al monitoraggio e agli elementi da misurare.
  • Tener conto delle interrelazione fra i diversi impatti che andiamo a generare.
  • Esplicitare il cambiamento a se stessi e agli altri aiuta a costruire alleanze e qualificare le proprie azioni.
  • Nell’individuazione dei beneficiari, è essenziale avere chiara la complessità degli interlocutori, che pressoché sempre non si limitano ai beneficiari diretti (chi è direttamente coinvolto nel progetto e chi per primo ne usufruisce) ma comprendono diverse tipologie, alcune molto lontane e difficili da individuare, ma comunque presenti e toccate anche indirettamente dalle attività dell’organizzazione.
  • La partecipazione genera valore: il mancato ascolto dei beneficiari può portare a scelte progettuali errate o a trascurare elementi che sono fondamentali per il raggiungimento del valore/cambiamento che si vuole generare.
  • In passato agli enti venivano richiesti solamente riscontri numerici da parte dei finanziatori-> questo ha spostato l’attenzione dal valore generato ai numeri. Ultimamente c’è un’inversione di tendenza. L’impatto non si traduce solo in numero di spettatori.

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